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Cibi sì, cibi no: metti a dieta le tue rughe

Metti a dieta le tue rughe 

Cibi antiAGE se ne parla e se ne sente parlare spesso, Niente di nuovo,  se non fosse che AGE non è  il termine inglese per indicare l’età ma l’acronimo di

Advanced Glycation end-Product, complessi di zuccheri e proteine che, secondo gli studi condotti dai ricercatori del Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica dell’Università  di Firenze,  Milano e Siena aumentano di 50 volte la produzione dei radicali liberi, i principali responsabili dell’invecchiamento. Di più, gli AGE nutrono le nostre rughe. Cibi troppo zuccherati,  troppo cotti,  troppo elaborati o in porzioni troppo abbondanti,  fanno aumentare rapidamente macchie e segni del tempo. Ridurre della metà gli AGE nella dieta migliora del 13% i segni dell’invecchiamento cutaneo. Al contrario,  per annullare questo beneficio,  basta mandar giù un milione di unità AGE al giorno. Praticamente,  l’equivalente di una fetta di torta o di una bibita gassata “light”. Ma anche di 150g di frittura o di 250g di carne abbrustolita alla brace. 

 

Cibi consigliati

Pane , pasta,  riso integrali

Fagioli, ceci,  lenticchie, piselli

Pesce azzurro 

Frutti di bosco 

Spremute fresche

Spinaci

Broccoli

Cavolini di Bruxelles 

Frutta e verdura crude o poco cotte

Carni bollite o al vapore

Pesce bollito o al vapore 

 

Cibi da evitare

Fritture

Pane, pasta, zucchero bianchi

Bibite light

Bibite in lattina con zuccheri e anidride carbonica aggiunti

Torte

Pasticcini 

Carne alla brace (+ di 225°)

Anatra

 

 

Le tossine si sommano

Tecnicamente gli AGE sono prodotti dalla glicazione,  quella reazione chimica alla base dell’invecchiamento cutaneo che,  assieme all’ossidazione,  sembra coinvolta anche in malattie come il diabete. Il meccanismo della glicazione induce gli zuccheri in circolo nel sangue a legarsi alle proteine formando delle tossine,  gli AGE appunto, che introduciamo in grande quantità quando mangiamo cibi cotti ad alte temperature (+225°) o ricchi di zuccheri raffinati e dolcificanti come quelli contenuti nelle bibite e nei dolci industriali.  Gli AGE che introdotti attraverso l’alimentazione si aggiungono a quelli prodotti  dall’ organismo e si accumulano nei tessuti,  formando “ponti molecolari” tra le fibre  di collagene ed elastina.  Tutto questo danneggia le fibre e comporta la disorganizzazione del tessuto di sostegno cutaneo,  che diventa più rigido e fragile.

La perplessità degli esperti

La ricerca conferma che una pelle giovane si conquista soprattutto  a tavola,  eliminando i cibi AGE e privilegiando altri: legumi, pesce azzurro , verdure fresche,  agrumi,  kiwi,  frutti di bosco.  Bisogna poi bere molto e fare attenzione alle bibite light,  che in virtù  dei dolcificanti utilizzati sono più  ricche di AGE di quelle classiche. Non sono regole particolarmente complicate o sconvolgenti. Ma proprio per questo,  resta qualche dubbio sul fatto che siano così risolutive.

USARE IL BUON SENSO 

Un po’ di scetticismo, in effetti,  c’è da parte dei dermatologi che da anni si occupano di invecchiamento cutaneo: “cinquanta’anni fa non si usavano prodotti light ma le rughe c’erano lo stesso” . Dal momento che mangiamo anche cibo spazzatura dovremmo essere tutti decrepiti.  E invece longevità e qualità  della vita sono aumentate.  L’alimentazione è fondamentale  per la pelle, ma mangiare significa anche avere buon senso. Sono gli eccessi ad alterare il metabolismo.  Demonizzare un cibo non giova. Così come è  sbagliato vietare il sole: ogni giorno 15 minuti di luce diurna ci mettono al riparo da pericolose carenze di vitamina D. 

Zuccheri buoni

Va poi detto che,  anche se sempre più spesso sono messi sotto accusa, non tutti gli zuccheri sono così dannosi. “Fruttosio e miele vengono ben assorbiti dall’organismo”. L’importante è imparare a compensare qualche eccesso. “La glicazione aumenta se in circolo vi sono molti radicali liberi. La si contiene con cibi antiossidanti come frutta e verdure crude,  cotte al vapore o bollite. E poi con sostanze come l’ acido lipoico e la carnosina che si trovano negli integratori e nelle creme antiage”.

 

 

Cioccolato  e vino rosso 

Grigliate e dolci sono da dimenticare ma ci sono due cibi che, secondo tutti gli studiosi,  pur avendo almeno apparentemente le caratteristiche per fare male alla pelle,  rivelano proprietà insospettabili.  Stiamo parlando del cioccolato.  Entrambi sono particolarmente ricchi di flavonoidi (epicatechine per il cacao, resveratrolo per il vino rosso) una vasta famiglia di sostanze dalle spiccate proprietà antietà,  in grado di rafforzare anche il sistema circolatorio. Certo non bisogna esagerare. Alle donne è consigliato non più di mezzo bicchiere di vino rosso a pasto.  E la quantità di cioccolato,  preferibilmente di tipo fondente dovrebbe essere  di circa 25g al giorno (quattro quadretti oppure una pralina). In più,  vino e cioccolato agiscono positivamente sull’umore.  E questo,  anche se magari non ha conseguenze dirette sulla pelle,  è da sempre il miglior elisir di giovinezza. 

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